
Nei momenti fugaci di sicurezza, le emozioni tendono a emergere, il più delle volte nella solitudine. Per l'artista Helena (@santa___helena), che da bambina era tranquilla e osservatrice, l'arte non è mai stata semplicemente un mezzo di espressione ma un linguaggio attraverso cui comprendere il mondo. I paesaggi immaginari che ha costruito attraverso ore di disegno in solitudine sono diventati il fondamento sensoriale della sua pratica oggi.
Helena scopre le sue percezioni più autentiche nei momenti di debolezza e vulnerabilità. Il suo lavoro si sviluppa dipingendo su oggetti usa e getta della vita quotidiana—fazzoletti di carta, sacchetti di plastica—mettendo in discussione cosa abbia valore e cosa meriti permanenza. Questo approccio sfida presupposti fondamentali sul valore e la longevità nell'arte e nella vita.
I delicati motivi e forme inscritti su materiali fragili si espandono in una meditazione visiva sulla resilienza, la transitorietà e la finitezza dell'esistenza. Quando materiali destinati allo smaltimento diventano arte, ci viene ricordato quanto arbitrari possano essere i nostri standard di valore. La pratica di Helena riguarda in definitiva il coraggio di abbracciare la vulnerabilità invece di nasconderla, trovando la bellezza più autentica all'interno di questa accettazione.
Helena scopre le sue percezioni più autentiche nei momenti di debolezza e vulnerabilità. Il suo lavoro si sviluppa dipingendo su oggetti usa e getta della vita quotidiana—fazzoletti di carta, sacchetti di plastica—mettendo in discussione cosa abbia valore e cosa meriti permanenza. Questo approccio sfida presupposti fondamentali sul valore e la longevità nell'arte e nella vita.
I delicati motivi e forme inscritti su materiali fragili si espandono in una meditazione visiva sulla resilienza, la transitorietà e la finitezza dell'esistenza. Quando materiali destinati allo smaltimento diventano arte, ci viene ricordato quanto arbitrari possano essere i nostri standard di valore. La pratica di Helena riguarda in definitiva il coraggio di abbracciare la vulnerabilità invece di nasconderla, trovando la bellezza più autentica all'interno di questa accettazione.









