
I corpi delle donne hanno a lungo funzionato come luoghi su cui vengono proiettati e imposti standard di bellezza. È difficile negare che molti di questi standard siano stati storicamente plasmati dal male gaze. L'opera Poupée de Peau dell'artista francese Naomie Ninot affronta questa scomoda verità senza mezzi termini.
Ninot ha raccolto descrizioni della "donna ideale" da quasi 300 uomini attraverso app di dating come Tinder e Hinge. Usando latex, trucco esagerato, pelle simile a quella di una bambola e lineamenti scultorei, il suo lavoro prende gli standard di bellezza che ci sono così familiari e li spinge all'estremo, trasformandoli in forme grottesche. Visualizza come un'ossessione per la perfezione risulti in definitiva in desideri irrealistici e distorti.
Piuttosto che criticare la bellezza in sé, l'opera pone una domanda tagliente: per chi è davvero la bellezza femminile? È tempo di guardare più a fondo se i volti a cui aspiriamo sono veramente i nostri—o semplici riflessi di desideri plasmati dallo sguardo altrui. Il progetto di Ninot ci costringe a chiederci ancora una volta: a chi servono davvero gli ideali dell'industria della bellezza?
Ninot ha raccolto descrizioni della "donna ideale" da quasi 300 uomini attraverso app di dating come Tinder e Hinge. Usando latex, trucco esagerato, pelle simile a quella di una bambola e lineamenti scultorei, il suo lavoro prende gli standard di bellezza che ci sono così familiari e li spinge all'estremo, trasformandoli in forme grottesche. Visualizza come un'ossessione per la perfezione risulti in definitiva in desideri irrealistici e distorti.
Piuttosto che criticare la bellezza in sé, l'opera pone una domanda tagliente: per chi è davvero la bellezza femminile? È tempo di guardare più a fondo se i volti a cui aspiriamo sono veramente i nostri—o semplici riflessi di desideri plasmati dallo sguardo altrui. Il progetto di Ninot ci costringe a chiederci ancora una volta: a chi servono davvero gli ideali dell'industria della bellezza?






