
Mentre il trucco di lusso mira a levigare e perfezionare la pelle, Margarita Art stratifica argilla, filo metallico e componenti di tastiere sul viso. Di base a Parigi, questa autodefinita 'truccatrice punk' ha studiato gioielleria prima di tradurre il linguaggio scultoreo sul corpo. Per lei, il trucco non è una tecnica decorativa ma uno strumento per ricostruire il corpo e l'identità. Maschere che oscurano occhi e bocca, piccoli oggetti che sembrano moltiplicarsi sulla pelle, e materiali di scarto raccolti dalla vita quotidiana trasformano volti familiari in esseri sconosciuti. Il suo obiettivo non è una bellezza raffinata, ma la trasformazione dei materiali e la rottura delle convenzioni estetiche.
Il suo lavoro si estende all'arte indossabile, muovendosi liberamente tra trucco, scultura e moda. Il viso non è più una condizione data, ma uno spazio temporaneo in cui possono emergere nuove identità. La domanda che Margarita pone è chiara. Siamo definiti dai nostri volti, o dalle immagini che scegliamo? Voi cosa ne pensate?
Il suo lavoro si estende all'arte indossabile, muovendosi liberamente tra trucco, scultura e moda. Il viso non è più una condizione data, ma uno spazio temporaneo in cui possono emergere nuove identità. La domanda che Margarita pone è chiara. Siamo definiti dai nostri volti, o dalle immagini che scegliamo? Voi cosa ne pensate?









