
Gli occhiali da nuoto tempestati di bolle, in particolare, distorcono la visuale di chi li indossa attaccando sfere trasparenti di varie dimensioni sulla superficie, creando una texture simile a gocce d'acqua. Gli occhiali da sole completano una silhouette aggressiva rivestendo l'intera montatura con punte. La visiera oscura parzialmente il viso con materiale traslucido lasciando però visibili i contorni. Tutti e tre i design funzionano lasciando una forte impressione senza rivelare completamente il volto di chi li indossa.
Attraverso Dreamscape, Denison ridefinisce l'occhialeria come scultura indossabile piuttosto che strumento pratico. Funzioni come la correzione della vista o la protezione UV retrocedono, e avanza l'identità come struttura che prende forma sul viso. Questa collezione si preoccupa più di come chi la indossa vede se stesso che della chiarezza visiva. Crea momenti in cui un aspetto trasformato conta più della visione nitida quando ci si trova davanti allo specchio.
L'occhialeria di Dreamscape mette in discussione l'atto stesso del vedere. Abbiamo davvero bisogno di vedere tutto chiaramente? Potremmo a volte aver bisogno dell'esperienza di concentrarci unicamente sul nostro aspetto dentro uno sguardo offuscato?







Domande frequenti
Chi ha disegnato la collezione di occhiali Dreamscape?
L'ha disegnata la designer americana Sophia Denison per il marchio Dreamscape. La collezione è composta da tre occhiali che si concentrano sulla forma scultorea come oggetto piuttosto che sulla correzione della vista.
Quali design sono inclusi nella collezione Dreamscape?
Sono stati presentati tre design: occhiali da nuoto ricoperti di perle trasparenti che ricordano uova di rana, una visiera opaca come vetro satinato e occhiali da sole neri con punte affilate che sporgono. Tutti hanno la caratteristica di offuscare la vista di chi li indossa.
Qual è la filosofia di design dell'occhialeria Dreamscape?
Lascia in secondo piano la funzione pratica degli occhiali, la correzione della vista, e ridefinisce l'occhialeria come scultura indossabile. Si concentra sul modo in cui chi li indossa guarda se stesso nello specchio più che sulla chiarezza visiva, facendo sperimentare la trasformazione dell'aspetto dentro uno sguardo offuscato.